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Le dita che leggono di nuovo

By Giulia M. · 3 luglio 2026

About: Hable One Tastiera Braille

Mi chiamo Giulia, ho ventitré anni e studio Lettere a Bologna. Sono cieca dalla nascita, e per me il braille non è mai stato un ripiego: è il modo in cui penso, prendo appunti e ricordo le cose. Il problema era lo smartphone. Scrivere sullo schermo con la sintesi vocale funzionava, ma era lento, e in aula, mentre il professore andava avanti, restavo sempre indietro.

Ho comprato la Hable One Tastiera Braille quasi per curiosità. È un piccolo dispositivo con sei tasti, uno per ogni punto del braille, che si collega al telefono. Le mie dita conoscono già quei sei punti da quando ero bambina, quindi non ho dovuto imparare nulla di nuovo: ho solo iniziato a scrivere alla velocità del mio pensiero. Rispondo ai messaggi tenendo il telefono in tasca, cerco un contatto e chiamo senza tirare fuori nulla, prendo appunti a lezione mentre ascolto.

La cosa che mi ha colpita di più è la discrezione. Non attiro sguardi, non devo appoggiare il telefono sul banco e armeggiare. Tengo le mani in grembo e scrivo, come farebbe chiunque altro. Per la prima volta la tecnologia si è adattata al mio braille, invece di chiedere a me di adattarmi a lei. Per una studentessa che vive di appunti, questo ha cambiato le giornate.