Il rumore del canestro
Di Luca C. · 8 luglio 2026
Informazioni: Pallone da basket con campanelli
Ho sedici anni e sono ipovedente, per una retinopatia. Vedo le forme e il movimento, ma una palla in volo no, la perdo subito. Al basket avevo rinunciato a tredici anni, dopo l'ennesimo pomeriggio passato a inseguire un rumore di scarpe facendo finta di niente.
Mio zio mi ha regalato un pallone da basket con i campanelli dentro, misura 7. Detto così sembra un giocattolo per bambini. Non lo è: pesa come un pallone vero e rimbalza come un pallone vero, solo che quando si muove lo senti.
La differenza più grossa non è in partita, è quando gioco da solo. Adesso scendo in cortile la sera e tiro per un'ora. Sento il palleggio, sento la traiettoria, e quando la palla ricade so dov'è invece di cercarla per due minuti a tastoni. Prima ogni canestro sbagliato era una caccia al tesoro, e dopo tre o quattro cacce rientravo in casa e bastava.
Con i miei amici giochiamo con le regole normali. Nessuno mi passa la palla piano e nessuno mi lascia tirare per compassione. Se segno è perché ho sentito prima di loro dove stava.
Da dire onestamente: in palestra, con la musica e venti persone che urlano, i campanelli si sentono poco, quindi lì gioco peggio. All'aperto, in tre o quattro, è perfetto. E il suono si attenua col tempo, il nostro dopo otto mesi è meno squillante di quando è arrivato.
Ho ricominciato a giocare. Mio zio dice che gli devo una partita.